ÀP Teatro, “00:55:20”: per tutto c’è un tempo

Prosegue, con una coproduzione Malalingua/Effetto Joule, la prima stagione teatrale di ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti

L’8 febbraio, il quarto appuntamento, con uno spettacolo di e con Valeriano Solfiti e Emiliano Valente sull’importanza del tempo 

AP_teatro_locandina_0802Un timer proiettato sullo sfondo scandisce lo scorrere del tempo. Due storie si intrecciano senza una precisa linearità temporale. Da un lato, un padre, che per la prima volta realizza come sia sua figlia a scandire i ritmi e i tempi del proprio incedere. Dall’altro, un figlio, che davanti al padre morente si accorge di come il tempo a sua disposizione stia inesorabilmente terminando.

È il countdown di 00:55:20, una coproduzione Malalingua ed Effetto Joule, di e con Valeriano Solfiti ed Emiliano Valente, che andrà in scena l’8 febbraio a Roma, alle ore 21, in Via Contardo Ferrini 83, per il quarto appuntamento della prima stagione teatrale di ÀP, l’Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti.

Cosa c’entra il tempo con le nostre vite? Perché quella che tutti riconosciamo come una convenzione, condiziona così categoricamente il nostro incedere? Siamo davvero padroni del nostro tempo? Il tempo è denaro, perdere tempo, chi ha tempo non aspetti tempo, ammazzare il tempo, tempi andati, bui, finiti, esatti. Cosa appartiene al presente e cosa no? Il presente esiste? E in che forma? Se il tempo scorre sempre allo stesso modo, come interpretare l’ossessiva necessità di misurare e definire il nostro tempo?

In 00:55:20 due attori quarantenni si trovano esattamente al centro della scena, spinti da due poli. C’è quello fiducioso per aver davanti a sé tutto il tempo di questo mondo e c’è quello che invece non ha altro tempo. In 00:55:20 si è padri e si è figli, sintesi di un ciclo, segnato da un timer, che inesorabile accompagna lo spettatore verso lo 00:00:00. Sul palco, due storie e due dialoghi, interrotti dal suono di una sveglia che ci vuole ricordare che per tutto c’è un tempo da sfruttare e da prenderci.

L’evento è il quarto appuntamento della prima stagione teatrale di ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti, che ha debuttato lo scorso 9 novembre con la versione Radio Edit di Fortebraccio Teatro di un grande classico pirandelliano: “I giganti della montagna”. Nata un anno fa negli spazi dell’IIS E. Ferrari di Roma, ÀP è un progetto di Associazione daSud con Officina Culturale Via Libera e Cooperativa Diversamente, che si propone di trasformare la periferia in creative city. Un hub aperto al territorio e alla collaborazione di associazioni, artisti e professionisti che, dopo una prima fase sperimentale, oggi è a tutti gli effetti un palcoscenico capace di ospitare importanti e originali progetti culturali. Ed è nel solco di una collaborazione che si è consolidata, che Compagnia Ragli ha firmato la direzione artistica della prima stagione teatrale di ÀP.

L’ingresso è libero, con donazione volontaria a sostegno del progetto. Posti limitati, consigliata la prenotazione a: info@apaccademia.it

Per maggiori informazioni sulla stagione teatrale: www.apaccademia.it

 

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